Torino capitale mondiale del libro

martedì 25 aprile 2006

In dodicimila hanno ballato e cantato fino a notte fonda al PalaIsozaki per il tributo del rock alla letteratura in occasione dell'inaugurazione di «Torino capitale mondiale del libro»: più di quattro ore di «Volumi all'idrogeno», rave di suoni, parole e proiezioni chiuso da Alessandro Baricco, sul palco con i Subsonica nel nome di «Moby Dick» tra luci blu ed effetti marini. E' stato il botto finale di trenta ore di festa, dopo la notte di «Bookstock» e al termine di una domenica speciale: decine di romanzieri, poeti, storici, scienziati, attori e musicisti hanno invaso caffè storici, spazi istituzionali e teatri, ma anche luoghi lontanissimi dagli scrigni letterari: negozi d'abbigliamento, tram, e persino un coiffeur, «Stile Liberty», in cui Anna Berra, Stefania Bertola e Alessandra Montrucchio hanno animato un autoironico trio al femminile.

Dopo la «lectio» che ha celebrato a Palazzo Lascaris Primo Levi, Lalla Romano, Mario Soldati e Giuseppe Giacosa, «Torino città da sfogliare» ha pervaso il centro indagando i sottintesi della pagina scritta e i confini tra letteratura, musica ed arti visive. Nonché la scienza, con Piero Angela, Piero Bianucci, Lorenzo Silengo, Tullio Regge ed Alberto Piazza al Piccolo Regio, e senza mancare la storia e la fanta-storia. Due «napoleonici» premi Strega, Ernesto Ferrero e Alessandro Barbero, si sono interrogati, duettando alla Galleria Subalpina, con domande tipo: «Cosa sarebbe accaduto se Napoleone fosse sbarcato, come avrebbe voluto, in America?». «Per me - ha detto Ferrero - sarebbe andato molto ad Ovest: giunto in California avrebbe preso il Messico, dove avrebbe fondato un impero latino». E Barbero: «Sarebbe diventato ricchissimo, scoprendo il petrolio in Texas».

Non per caso, vista che quella di ieri è stata tutta una giornata di incontri, intrecci e contaminazioni, a un certo punto sono spuntati in Galleria da un lato Carlo Grande (che al «Torino» aveva ragionato del suo «Padri. Avventure di maschi perplessi») e dall’altro Margherita Oggero e Gianni Farinetti, che con Alessandro Perissinotto e Piero Soria avevano appena finito di parlare di gialli al Piccolo Regio. «Nel mio ultimo libro avrei voluto un delitto sul metrò - ha detto la Oggero -. Ma a Torino non c’era ancora, così mi sono accontentata del tram numero 4». Farinetti scrive polizieschi «anche perché da piccolo avevo paura della polizia», Perissinotto indaga i delitti come «momento violento in cui una persona, come nelle grandi tragedie, si mette a nudo». Soria ha rivelato gli spunti che trae dalla realtà: «Ho scoperto un monastero di suore che non fanno marmellate, ma vino. Ma in grande, per il Vaticano. Divertente, mi dico. Ci vado. Arrivo nei giorni del Conclave, e vedo un camion carico di vino uscire dal convento. “Vado a Roma”, m’ha detto il camionista. “Cui là, a beivu”. Quando m’hanno detto che il parroco del paese era un bracconiere, ho deciso di farci un libro».

Nel pomeriggio è stato sold out alla Cavallerizza con i «Perturbazione», in mattinata al Conservatorio s’è esibito Gianluca Cascioli, seguito dal violoncello di Enrico Dindo. La mattina c’era ressa per ascoltare Giuseppe Culicchia, Dario Voltolini e Hamid Ziarati da Fiorio, e nel pomeriggio sono scrosciati applausi per il jazz di Furio Di Castri, Gianluca Petrella ed Enrico Rava. Non c’era un posto libero alla Cavallerizza manco per ascoltare Davide Ferrario raccontare, con Steve Della Casa, l’origine del suo romanzo «Dissolvenza al nero», da cui sarà tratto un film: «Quando, nell’aprile del ‘48, si tennero le prime libere elezioni, il re dei mistificatori di cinema, Orson Welles, girava a Roma “Cagliostro”, che fu il più grosso mistificatore della storia. Fu pure un momento di suprema mistificazione della storia italiana, dominato dalle follie della propaganda».

Lo snocciolarsi degli incontri che hanno sgranato la giornata ha poi accompagnato, a sera, il pubblico più adulto alle letture dantesche di Sanguineti, e i più giovani davanti al grande palco a forma di libro aperto del PalaIsozaki, su cui sono saliti, con i Subsonica nel loro unico concerto previsto nel 2006, Wu Ming, gli Africa Unite, Linea 77, Marlene Kuntz, Mau Mau, Lalli, Perturbazione e Gatto Ciliegia, con una pattuglia di scrittori in video. Presentatrice della serata è stata Zoe, che ha 10 anni, e appartiene alla famiglia di Davide Ferrario. Ha duettato con uno dei due asini che il cinesta possiede, cui ha dato la voce il regista della serata Michele Di Mauro.

Fonte: www.lastampa.it

< Prec.   Pros. >
Home
Biografia
Notizie
Concerti
Testi
Guestbook
Contattaci
Cerca
Collegamenti web
Sitemap

Sito non ufficiale dei Subsonica

Sito non ufficiale dei Subsonica
Enrico 'Ninja' Matta Massimiliano 'C. Max' Casacci Samuel Umberto Romano Davide 'Boosta' Di Leo Luca 'Bass Vicio' Vicini