Torino capitale della live music

E’ solo alla quarta edizione ma è già la realtà più importante in Italia fra le kermesse gratuite: è il “Traffic Torino Free Festival” che anche quest’anno vanta degli ospiti di primissimo livello. Da Lou Reed a Franco Battiato, passando per i Daft Punk, sul palco del “Traffic” lo spettacolo è assicurato. Ma non ci sarà solo la musica. Cosimo Ammendolia, che è uno dei direttori artistici, spiega tutte le novità, le iniziative e le sorprese che la manifestazione torinese è pronta ad offrire.

“Traffic Torino Free Festival” vuol dire anche gemellaggio. Quest’anno è la volta del duo Torino-Berlino. Perché avete scelto proprio la capitale tedesca e come si tradurrà questo binomio da un punto di vista artistico?

«È tradizione del Festival avere ogni anno una sister-city. Il primo anno fu Detroit, poi Manchester e infine New York. Cerchiamo di raccontare quali sono la storia e il presente di città che dal punto di vista artistico hanno parecchio da trasmettere come nel caso delle realtà che ho appena citato. Quest’anno abbiamo scelto Berlino perché, in questo momento, ci pare essere la capitale artistica d’Europa, la città dove senza dubbio accadono più cose, dove è più facile vivere per una serie di condizioni che sono oggettivamente favorevoli e che quindi favoriscono la nascita e la proliferazione di movimenti artistici. Sono anni che Berlino è una città con questo tipo di fermenti e così abbiamo deciso di soffermarci su questa metropoli attraverso, ad esempio, l’esposizione nella sezione delle arti visive di opere di artisti berlinesi. Ci saranno poi dei dj set della capitale tedesca così come la sezione cinematografica, curata quest’anno da Gianni Canova, sarà dedicata a Berlino».

Arti visive, cinema e molto altro. Il “Traffic” non è solo musica?

«Esattamente. Il nostro è un festival multidisciplinare che vede nella musica certamente la parte centrale e in qualche modo più importante. Non disdegniamo però incursioni in altri territori perché questa è la nostra vocazione. Non amiamo coltivare solo il nostro orticello musicale ma siamo, al contrario, persone aperte a influenze artistiche a 360°. E il risultato confluisce in “Traffic” che, oltre alla musica, appunto, presenta la letteratura, l’arte e il cinema. Questo ci piace anche perché avviene attraverso percorsi ragionati e,  crediamo, di buon livello. Perché poi alla fine, per quanto riguarda la letteratura, l’anno scorso abbiamo ospitato gente come Patrick McGrath, Joseph O’Connor e Joe R. Lansdale e il fior fiore della giovane letteratura italiana come Valeria Parcella. Quest’anno ci sarà invece Isabella Santacroce. Diciamo quindi che quando facciamo delle incursioni in altri territori artistici cerchiamo di farle in maniera degna di “Traffic”».

Tornando alla musica, anche quest’anno ci sono grandi nomi. Quale è stato il criterio di scelta? C’é poi molto attesa per la serata che vedrà protagonista Battiato insieme ai Subsonica. Può anticipare qualcosa su questo evento così particolare?

«Vorrei poterlo fare ma non sono in grado. Non per cattiva volontà ma semplicemente perché ci stanno lavorando e non è ancora deciso esattamente quale sarà lo sviluppo della serata. Diciamo che ogni anno, anche questa è una tradizione del festival, diamo carta bianca ad un’artista che ci piace e chiediamo che divenga egli stesso il direttore artistico della propria serata e scelga, quindi, quali siano i contenuti e lo sviluppo dell’evento sul palco. Lo abbiamo fatto due anni fa con Carmen Consoli con una serata che si chiamava “Femminile plurale” e l’anno scorso con Vinicio Capossela. Quest’anno, invece, è la volta di Battiato che ha scelto Ivan Segreto, i Subsonica e Antony & The Johnsons. Come tutto questo sarà amalgamato sul palco vorrei potervelo dire ma è ancora una sorpresa anche per noi. Per quanto riguarda gli artisti coinvolti, non c’è nessun tipo di ragionamento sulla scelta che non abbia a che fare con i nostri gusti. Ce lo possiamo permettere in virtù del fatto che il “Traffic” è un festival gratuito e non dobbiamo avere un occhio al botteghino con tutto ciò che questo comporta. Possiamo dunque avere la libertà di scegliere gli artisti che in primis ci piacciono non dovendo rispondere a criteri commerciali».

Il “Traffic” è un festival giovane che è solo al quarto anno di vita. Eppure il suo successo gli conferisce un blasone da kermesse già consolidata nel tempo. Che ulteriore crescita vi aspettate quest’anno e quali sono i progetti per un ulteriore sviluppo nel prossimo futuro?

«È un po’ antipatico fare le misurazioni in numeri perché evidentemente non è l’unico criterio. Però confesso che è evidente che ci aspettiamo grandi numeri perché naturalmente ci sono degli sforzi da parte degli enti pubblici e delle aspettative da parte degli sponsor privati. Certamente siamo il festival leader in Italia anche perché altre kermesse che erano gratuite e storiche non sono più “free” e in più hanno cambiato nome e location. Siamo rimasti l’unico grande festival gratuito in Italia. Ci aspettiamo come segno di qualità anche solo la conferma dei numeri dell’anno scorso perché erano molto importanti e una qualificata e massiccia presenza dall’estero perché questo sarebbe uno di quei segnali che dimostrerebbe in maniera inequivocabile che il festival è conosciuto. In ultimo, per quanto riguarda i nostri progetti futuri, ci sono dei ragionamenti in corso sul fatto che forse è il caso che il festival non sia annuale ma che abbia dei momenti di spettacolo e di altro tipo durante il resto dell’anno. Un altro ragionamento in corso potrebbe riguardare un’appendice editoriale del Traffic come una free press. Ma siamo ancora alle prime battute. Fondamentalmente l’idea, però, è quella di fornire una presenza anche nei mesi più distanti dal festival stesso».

Fonte: www.ilmeridiano.info

 
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