Subsonica, l'orgoglio di un'Eclissi totale

Un disco in uscita, una serie di date dal vivo (saranno a Bologna il 24, a Firenze il 29, a Roma il 30, e poi a Caserta, Milano, Genova, per planare sulla loro Torino il 12 dicembre) e la voglia di andare avanti, guardandosi indietro solo per recuperare il meglio. È proprio il rapporto fra continuità e scarto che sta al centro de L'eclissi, nuovo album dei Subsonica che non è un disco necessariamente facile, immediato, pop a tutti i costi. Orgoglioso, di certo, e legato a una strada unica, nel nostro Paese.

Attento, insomma, a tutto ciò che si muove e agita attorno. "Per noi - sono parole di Max Casacci, che della band è un po' il deus ex machina - è sempre stato importante interpretare il presente, guardarci intorno, non farci per forza sedurre dagli aspetti più facili del nostro lavoro". Così, canzoni come Canenero e Piombo, per esempio, sono legate alle suggestioni letterarie di scrittori come Giuseppe Genna e Roberto Saviano, affondano le loro parole nel contemporaneo, che non è sempre felice.

"L'eclissi non è un lavoro disperato, ma di sicuro è calato nei tempi di oggi, che sono fatti di rabbia, di contraddizioni, di tanta confusione. C'è una intera generazione noir che racconta in maniera interessante questo spaesamento contemporaneo; a me è sempre interessata come lettore e trovo che sia anche un punto di riferimento per molti ragazzi, adesso, assieme alla musica". Così, la band propone una serie di canzoni in cui elettronica e ossessione viaggiano mano nella mano, per trovare una loro forma di redenzione precaria. "La precarietà è la cifra su cui riflettere. Non ci sono sicurezze, l'ambiente sta collassando, ci si sente sempre di più impotenti e così si finisce per esprimere questo tipo di sensazioni".

Attraverso questa nuova avventura, viene da pensare alla formazione come a un laboratorio perenne che affina i suoi contorni e i suoi intenti di passo in passo, senza darsi scopi unici. In effetti il cd rimette in gioco molto di quello che lo scorso Terrestre sembrava quasi aver abbandonato, l'uso dell'elettronica e dei loop, un ambiente in cui la chitarra elettrica non domina ma rifinisce i passaggi. La voce di Samuel non è mai stata così rugginosa, a tratti esplosiva. Le tastiere di Boosta sono il veicolo concreto delle emozioni in pezzi come Veleno o Il centro della fiamma: "Non ci siamo dati nulla di scontato. Abbiamo lavorato come un team affiatato e il risultato è quello che sentite".

Se l'album, a chi scrive, pare una specie di corollario di tutta una serie di attività, Casasonica compresa, Casacci e soci sottolineano soprattutto che "il disco ha una sua collocazione precisa in un viaggio che lascia a tutti noi tante libertà di manovra, ma pure la consapevolezza che la casamadre è questa, e che il prossimi concerti, con quelli focalizzati davvero su L'eclissi che seguiranno a febbraio, sono il nostro tentativo di comunicare al meglio, di tenere vivo il fuoco di una storia che non appartiene solo a noi, ma anche a chi la segue e la sostiene". Una responsabilità che fa dei nuovi brani un altro tassello intelligente e interessante di musica in Italia che guarda altrove. Ora aspettiamo soltanto il responso del pubblico, dal 23 novembre in poi.

Fonte: www.kwmusica.kataweb.it

 
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