Si tratta solo di una canzone? |
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La musica spesso sposa la poesia. Non è raro che le note siano la didascalia di un mondo nascosto. Armonie che descrivono la realtà da una prospettiva profonda, lontana dall'occhio di chi guarda senza osservare, di chi sente sfruttando solo uno o due sensi. "Sole silenzioso" dei Subsonica. Un testimone oculare che illumina, ma che non può parlare altre lingue. Raggi attenti e vitali che comunicano in altri modi. "Armi" concesse legalmente e letali, improvvisate ed esasperate, medianiche. "Adunanza catodica", video-focolare domestico che nella recente storia italiana richiama immediatamente il concetto di conflitto d'interessi; guardando lo schermo da una prospettiva sociologica si pensa invece ad una tecnica e sapiente finzione per professione, lasciando che, per definizione, Il reality show divenga la riproduzione più verace del quotidiano, inclinando la cronaca e il concetto di video-trasmissione in caduta libera verso il paradosso. Il G8 genovese del 2002 non è un caso, ma un simbolo. Una canzone più di ogni altra viaggia verso il domani, guardando il presente attraverso il passato. Una chiave di lettura che salva l'anima degli avvenimenti e affida al pianeta più vitale il bandolo della matassa, da custodire in silenzio. Sono i Subsonica a cantare il prezzo del progresso nella sua accezione storiografica. Nel brano ci sono quattro parole ripetute più volte che aprono lo scrigno di un tesoro, ed è da notare che il nostro folklore più superstizioso vuole che il numero 4 porti sfortuna proprio perché sono in 4 a sostenere la bara. Samuel intona ripetutamente una frase breve che lascia sospeso il proprio significato nell'armonia del ragionamento: "La storia fatta di chi". Violenza e sangue hanno sempre mosso la storia. Esasperazioni e relative sommosse, sedate da conseguenti repressioni, sono il processo consueto dell'evoluzione socio-legislativa di una civiltà in divenire. Si tratta di meccanismi che muovono l'attualità verso il domani. "Nella giustizia di chi". Non si può negare che le grandi potenze discutevano del futuro del mondo. Ma se si guarda al concetto di Stato non si può trascurare la definizione accademica che ne dà il costituzionalista Ugo Rescigno: "L'ente che detiene il monopolio della forza". Lasciando alla cronaca i concetti di difesa proporzionale all'offesa, i perché, i come, i punti interrogativi e le vittime pasoliniane e non, l'unica verità si muove su un ritmo. In una stanza uomini discutono sul futuro e saranno citati nei libri di storia. In una piazza, volutamente tenuta lontano da quel luogo, altri uomini seminano la coscienza reale di quel che sarà e faranno la storia, come da sempre è stato. Il sangue scorrendo lascia navigare il presente verso il futuro. La musica che non muore se ha il valore dell'arte. "La storia fatta di chi disubbidirà", e di chi lo ha fatto ieri, un quinta parola per capire dove sta il giusto e che prezzo bisogna pagare. Le pagine che raccontano racconteranno cosa è successo fino ad oggi sul pianeta terra non saranno scritte con semplice inchiostro. E se giù in strada si muove la storia, i puntini sospensivi sono d'obbligo parlando del domani e di chi ne è padre perché "Sempre disubbidirà"… Fonte: www.rivistaonline.com |
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