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Due generazioni a confronto, un unico ideale: la lotta alla mafia. Un’inedita coppia si è esibita ieri sera sul palco del Piccolo Regio per ricordare il 30° anniversario della morte di Peppino Impastato: il procuratore generale Giancarlo Caselli e il pianista dei Subsonica Davide Di Leo (in arte Boosta). «La mafia uccide, il silenzio anche» è lo slogan di un video proiettato nella sala stracolma all’inverosimile.
Il procuratore generale legge, con il sottofondo del pianoforte, brani di Calamandrei sulla Costituzione, di Impastato, alcune parti delle ultime lettere di Aldo Moro alla famiglia, stralci della sentenza della Cassazione sul caso Andreotti. Peppino Impastato - sindacalista, giornalista ed esponente di Democrazia Proletaria - venne ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978. «In quello stesso giorno - ricorda Caselli - venne ritrovato il cadavere di Aldo Moro. Ecco, noi siamo qui questa sera a combattere contro ogni forma di totalitarismo: dalla mafia alle Brigate rosse». E aggiunge: «Si tratta di un’occasione importante per far vedere che cos’è l'antimafia dei diritti che traduce la legalità in lavoro, che vuole che non ci siano più sudditi, ma cittadini». Prima di Caselli sale sul palco Don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera. Commozione tra il pubblico mentre Ciotti legge l’elenco dei giornalisti uccisi dalla mafia «Cosimo Cristina e Giovanni Spampinato a Giuseppe Fava e Mauro Rostagno, che hanno pagato con la vita l’amore per la libertà. Quando Peppino venne ucciso i suoi amici, sul manifesto funebre, scrissero: “Continueremo la battaglia”. Bene, questa battaglia non è mai finita e proprio in questi giorni esce il libro di Salvo Vitale “Peppino è vivo”». In scena anche Lucia Sardo, l’attrice che nel film «Cento passi» sulla storia di Impastato recita il ruolo di sua madre. «Quando le chiesi cosa potessi fare per rappresentarla al meglio - ricorda -, lei mi rispose: mettici u cori. Così ho fatto». Il ricavato della serata sarà impiegato per la gestione sociale dei beni confiscati alle mafie. Fonte: www.lastampa.it |